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venerdì 24 giugno 2011

“Corso di Tecniche di Negazione”

La lezione di oggi è un estratto del corso di “Tecniche di negazione” che tengo presso la Facoltà di Ipocrisia e Menzogne dell’Università del Libero Pensiero, l’Ateneo fondato da Berlusconi a Escortlandia. La motivazione che è alla base di questo corso è semplice: dopo tutto quello che abbiamo letto e sentito in questi giorni se qualcuno vi chiede conto di un vostro comportamento sta commettendo una grave ingerenza nella vostra vita privata. Quindi imparare a negare, a omettere, a nascondere, a falsificare, è un esercizio legittimo che può tornarvi utile nella guerra quotidiana contro gli illiberali. Per farvi comprendere meglio vi illustro una situazione che potrebbe capitare ad ognuno di voi. Immaginate di trovarvi sdraiati sul divano a guardare il tg di Rete 4 che tratta solo ed esclusivamente di fatti attinenti alla cultura e alla politica sociale mentre  siete soli in casa. Al culmine delle notizie su Berlusconi e la banda Ladrotti parte un rigurgito che vi fa’ involontariamente vomitare sul prezioso tappeto persiano di vostra madre….
Il tappeto è ormai compromesso, vostra madre sta per rientrare e voi siete fottuti. Come vi tirate fuori da questa situazione? Una coraggiosa assunzione di responsabilità – come alcuni individui responsabili che abbiamo  al parlamento ci insegnano – sarebbe non in linea con i valori che animano questo Ateneo. Che sono valori di libertà. Libertà anche di vomitare sui tappeti, se ce lo richiede quella rete di neuroni subcorticali infettati dalle radiazioni delle notizie trasmesse dal famoso direttore Emilio Fede.
Ecco la soluzione a tutto,  questo è lo scopo della mia lezione di oggi: imparare a non capitolare di fronte alle evidenze, a non cedere alla tentazione di ammettere la colpa. Mentire , negare e improvvisare come dice sempre il mio amico Silvio.
Ecco quindi alcuni miei suggerimenti:
 1. Sbarazzatevi del tappeto e fate finta di niente. Alle prime rimostranze di vostra madre ditele che quel tappeto di cui crede di ricordarsi, non è mai esistito. Iniziate a parlarle di Gianni Letta.
2. Ingaggiate un immigrato clandestino, fatelo picchiare da un leghista  (se avete poco tempo cercatene uno già svenuto  dalla fame) e sistematelo sul tappeto con il ferro da stiro in mano.
3. Mettetevi sul tappeto in posizione meditativa facendo attenzione a coprire la macchia. Restate così per i prossimi mesi… Per i bisogni corporali  chiedete a Masi che di EMME  se ne intende.
4. Non rispondete alle accuse di vostra madre, anzi, sollevate un conflitto di attribuzione. Ditele che non è lei competente a giudicarvi ma lo sono semmai il consiglio dei ministri che decidono se è stato un legittimo impedimento o se sei impedito te.
5. Chiamate subito il Bisignani (con messaggi di fumo criptati) che come sapete vede e prevede e il tappeto torna come nuovo grazie a “Rolexbrill casa bella”….

 Lezione finita, spero di essere stata  utile per farvi capire che non esistono situazioni senza via d’uscita, per una libera pensatrice.






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